mercoledì 13 febbraio 2013

CRONACHE DI UN CAPODANNO CINESE



Da come me lo raccontavano il capodanno cinese mi pareva un periodo quasi terrificante: negozi chiusi per giorni (e qua in Cina siamo abituati ad averli aperti 7 su 7, 12 ore al giorno come minimo!), botti e fuochi artificiali a tutte le ore del giorno, espatriati che se ne scappano in patria.
Ma nulla è stato così tragico! Si può sopravvivere anche a questo senza restarne traumatizzati! Anzi, l'atmosfera di festa era palpabile, decorazioni rosse e dorate ovunque, negozi pieni di pacchi regalo (biscotti, frutta, perfino bottiglie d'olio d'oliva!), cinesi che correvano di qua e di là con borse della spesa per una volta tanto piene e straripanti.
Il Capodanno è il periodo che per i cinesi può essere paragonato al nostro Natale: si trascorre in famiglia, mangiando dumpling, guardando alla tv uno show diventato ormai tradizione, dato che lo fanno dagli anni ottanta. Io sarei stata davvero curiosa di vederlo, ma, da bravi italiani, non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione di far festa attorno ad una tavola imbandita e abbiamo organizzato un “cenone” a casa di una delle famiglie compatriote che vivono nel nostro compound e alla televisione (per gran parte della serata piacevolmente spenta) è stato messo un dvd di cartoni animati che ha sedato gli animi dei bimbi.
Il cibo che non può mancare sulla tavola del cenone sono i dumpling e anche io ho voluto cimentarmi in quest'impresa. Ovviamente quelli che ho preparato il giorno prima per prova sono venuti buonissimi, mentre quelli fatti il giorno dopo per la festa erano a dir poco improponibili!
Se anche voi volete provarli, trovate la ricetta qui (tenete presente che andrebbe usata la farina di riso)


A mezzanotte tutti sono scesi a far scoppiare fuochi artificiali (ebbene sì, anche gli italiani!) e a vedere lo spettacolo che non aveva nulla da invidiare a quelli organizzati da noi al mare per Ferragosto! Io sono rimasta in casa tenendo in braccio un Torello disperato e tremante di paura ma mi hanno raccontato che nel cortile sono arrivati in tanti, pigiamone imbottito addosso e scatoloni di botti in mano, e hanno fatto un percorso pirotecnico lungo come tutto il piazzale! Tradizionalmente i fuochi si sparano per spaventare gli spiriti maligni, la notte del capodanno coi botti di luce e qualche giorno dopo coi botti di rumore (e dev'essere stanotte... ora che sto scrivendo queste righe è mezzanotte e fuori si sta scatenando il finimondo di nuovo).

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