mercoledì 1 aprile 2015

QUELLO CHE L'ESPATRIO MI HA DATO

Lo ammetto. Ho avuto un periodo di crisi.
Sarà stato il cielo perennemente privo di colori, uniforme e grigio. Sarà stata la fine dell'inverno, la primavera che sembrava non arrivare mai, il freddo umido ancora nelle ossa. O saranno state altre vicende personali delle quali magari vi parlerò più avanti...
… ma la Cina aveva davvero iniziato a darmi noia. Perfino le cose più piccole ed insignificanti cominciavano a darmi fastidio.
E mi risuonavano nelle orecchie le parole di chi avevo conosciuto appena arrivata: “Ah, tu ti trovi bene perché sei qui da poco... vedrai tra qualche anno come sarai stufa! La Cina ti stanca!”
Sono già arrivata a quello stadio? pensavo frastornata.
Poi, finalmente, è tornato a splendere il sole. Dentro e fuori di me. Per ora timidamente, c'è ancora qualche giornata di pioggia. Ma è solo questione di tempo: l'estate è praticamente alle porte.
Questa crisi mi è servita molto. Oserei dire che l'ho amata ed apprezzata. E, permettetemi, mi voglio dare una pacca sulla spalla perché mi sento di averla affrontata nel modo giusto: ho cominciato a concentrarmi sulle cose positive (anche se, in questi momenti, ti sembra che ce ne siano troppo poche). Ed ho ricominciato a valutare tutte le cose preziose che mi sono state donate grazie all'espatrio.
Facciamo un passo indietro. Ero una contabile frustrata: più di nove ore in ufficio, se contiamo anche la pausa pranzo, in un ambiente abitato da serpi e rettili (e qualche raro angelo), due ore al giorno di spostamenti in treno, un lavoro che tutto sommato non mi è mai piaciuto. Ho rasentato momenti di genuina infelicità, ma per un motivo o per l'altro non era mai il momento di lasciare quel lavoro tanto odiato.
Poi il momento è arrivato (per caso?) in concomitanza con la proposta del lavoro “cinese” per mio marito. Mai tempistica è stata migliore! Mi sono licenziata con un gran sorriso (ed ho avuto pure la soddisfazione di avere risposta positiva ad alcuni curriculum che nel frattempo avevo mandato, quando ancora non sapevo che mi sarei trasferita).
Il Papi Viaggiante era preoccupato:
“Ti troverai bene a vivere all'estero? Non sarà un problema per te vivere lontano dai tuoi luoghi?” chiedeva.
“Ma stai scherzando?!” replicavo io “Uno dei miei sogni di ragazza era viaggiare il mondo, i miei eroi erano i backpackers vagabondi che giravano l'Europa in inter rail! Il fatto di vivere un periodo all'estero non è altro che il sogno di una vita che si realizza!”
E devo dire che è stato così: Suzhou è una città piuttosto grande e ci sono tanti stranieri, ho avuto davvero modo di sfondare i muri della mia innata timidezza e conoscere gente di tutto il mondo. Il mio inglese è molto migliorato ed ora posso interagire senza problemi utilizzando quella lingua: fantastico!
Senza contare che non ero più costretta a sbattermi per ore nei treni sempre in ritardo, a vivere giornalmente a stretto contatto con persone demotivanti, in un ambiente che risucchiava ogni mia energia. Potevo dedicarmi a quello che più mi piaceva, come ad esempio scrivere.
Mi sono sentita rinascere! Mi sono sentita baciata dalla fortuna. Anche se, qualcuno dice, la fortuna e il caso non esistono: allora mi piace pensare che “l'occasione” del lavoro all'estero sia stata in realtà la conseguenza di tutta una piccola serie di azioni e di una predisposizione mentale adeguata.
Ecco quello che l'espatrio mi ha dato: la seconda occasione (la prima l'ho avuta da ragazzina, ma ero troppo giovane ed inesperta per rendermi conto della portata di ogni azione e di ogni scelta) di trovare la mia vera strada, a quarant'anni suonati. Non credo capiti a tutti. Ho cercato di sfruttarla, spero di riuscire ancora a sfruttarla fino in fondo. E ringrazio il cielo per avermi dato questa opportunità fantastica.

8 commenti:

  1. I momenti bui capitano a tutti, nella propria città così come a migliaia di chilometri di distanza. Ciò che conta è riflettere su ciò che si sta facendo, ciò che eravamo e cosa siamo diventati. Credo che ti sia risposta già da sola, io comunque una pacca sulla spalla te la do volentieri! Sei proprio in gamba, fattelo dire.

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    1. Grazie, troppo buona! Ti confesso che alle volte mi sento una schiappa, altro che in gamba! E bisogna davvero fare uno sforzo di fantasia per realizzare che si hanno fatto anche cose belle :D

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  2. Ciao! Che bello trovare qualcuno che ha i miei stessi periodi bui... Da quanto sei in Cina e quanto hanno i tuoi bimbi? Io ne ho una di 16 mesi e alle volte è un po' difficile...

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    1. Sono in Cina da quasi tre anni e i miei bimmbi hanno 6,5 e 4,5 anni. Finora mi ero trovata bene, ma da qualche tempo a questa parte il "peso" della Cina mi è piombato addosso senza farmi alcuno sconto! Tu dove sei?

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  3. Anche noi da quasi tre anni viviamo a Tangshan vicino a Pechino. Ci dovremmo trasferire nella capitale tra non molto. Voi invece dove siete?

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  4. La Cina è un paese che mi affascina moltissimo (principalmente a causa di "Mulan", uno dei miei cartoni preferiti di quand'ero bambina XD) Anch'io sono timida e mi piacerebbe riuscire a fare un'esperienza fuori un giorno anche se un po' l'idea mi spaventa... questo post è davvero di grande ispirazione :)

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    1. Mi fa piacere che ciò che ho scritto possa servirti da ispirazione!

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