domenica 3 agosto 2014

CHILI DI TROPPO OVVERO: LA PALESTRA IN CINA


 Uno dei terrori dell'italiano che rimpatria per le vacanze è quello di non riuscire a contenersi di fronte a mozzarelle di bufala, formaggi, salumi, pranzi domenicali dalla nonna e chi più ne ha più ne metta, e ritornare nel paese ospitante con alcune taglie in più.
Io, ad esempio, lo scorso dicembre non mi sono minimamente contenuta di fronte a zamponi e torroni e le vacanze di Natale in Italia mi hanno regalato parecchi chili in più che mi appesantivano il fisico e anche il cervello.
Non sono mai stata una sportiva in vita mia, ma urgeva una soluzione drastica: fare dieta e iscriversi in palestra!
Così, complice il tempo libero da “tàitài”, mi sono iscritta nel club sotto casa, grazie anche alle insistenze di un'amica che lo frequenta già da tempo e che ha promesso di aiutarmi nei primi passi.
Il primo giorno avevo appuntamento con la suddetta amica verso le undici. Mi ha detto “Se arrivi prima, inizia intanto a correre!” Come? Proprio io che non avevo mai visto un tapis roulant in vita mia?
E difatti lei è arrivata in ritardo. Dopo cinque minuti che bighellonavo, non potevo ormai più esimermi da cominciare il mio movimento fisico. E così sono salita su quella macchina sconosciuta. Panico. Che vogliono dire tutti 'sti bottoni? Ecco che mi si avvicina un istruttore: fisico (ovviamente) muscolosissimo, tatuaggi tribali sui bicipiti e capelli rasati sotto e col codino sopra. Insomma, un personaggio. Mi guarda con sguardo condiscendente e inizia a spiegarmi brevemente come funziona l'aggeggio infernale. Rossa in faccia, lo ringrazio e inizio a camminare.
Ora che sono mesi che frequento il centro, mi immagino come doveva essere il mio aspetto quando sono entrata nella sala macchine: come un condannato che si aspetta la pena capitale. Perché, sì, in questo periodo mi è capitato di vedere altre signore entrare a spalle gobbe e testa bassa, cercando di nascondersi con lo sfondo, interdette e sperdute di fronte alla tecnologia dei nastri.
Qualche piccola precisazione sulle palestre in Cina: non è come da noi, che nel prezzo dell'abbonamento l'istruttore ti dà un'occhiatina, ti prepara una scheda e ti mostra a grandi linee come funzionano le macchine e come devi posizionarti per fare bene gli esercizi. Qui, se vuoi l'istruttore, te lo paghi. Si chiama personal trainer. Probabilmente nella mia vita cambierò idea anche su questo, ma per ora non ho intenzione di farmi pesare e misurare (e sentirmi dire che devo perdere almeno dieci chili e che ci metterò secoli), farmi massacrare con esercizi sadici (li ho visti, eh, che robe fanno fare! Anche se dopo, per consolarti, ti fanno un massaggino su spalle e schiena!).
Sarà che erano vent'anni che non mettevo piede in palestra, ma mi sembra che i frequentatori del fitness club in Cina siano meno fighetti di quelli nostrani. In questi mesi ho messo l'occhio su vari personaggi interessanti:
LA BALLERINA mettiamo subito in chiaro una cosa: le asiatiche vanno in palestra per motivi diversi rispetto a quelli delle occidentali. Non hanno un filo di grasso, un grumetto di cellulite. Non hanno bisogno di sfiancarsi con ore di corsa e cross-trainer.
Lei è entrata, capelli al vento. Sottile come una canna di bambù. Si è messa a camminare sul tappeto, con una velocità da lumaca. Ogni tanto muoveva le braccia con sinuosi gesti. Io, mentre sudavo sui legs curl, la guardavo con un misto di stupore e ammirazione. La stessa cosa ha fatto sul cross-trainer, lenta e sinuosa, le braccia che svolazzavano in aria come quelle di una libellula. Non potevo fare a meno di fissarla e mi ha pure notata. Che figuraccia.
IL NONNO SPRINT età: over (parecchio over) 60. Prima cammina sul tappeto. Poi si fa tutte (ma dico tutte) le macchine della sala. Bassino, magro, ma con un fisico asciutto da far invidia ad un ventenne. Peccato la canotta con bordino leopardato... là mi ha perso punti!
LA TORELLA: lei non è asiatica, ma occidentale. Bionda. Non so di dove. Fisico piuttosto tozzo, sicuramente non snello. Ma muscolosissimo. È arrivata vestita di tutto punto e si è messa sul tappeto di fianco al mio. Mentre io trotterellavo la mia corsetta lenta, lei ha mandato la macchina in piena e sentire lo sbattere pesante dei suoi passi rapidissimi mi ha fatto venire il fiato corto. Poi ho visto che aveva appuntamento col suo personal trainer: sembrava Rocky in allenamento! Agressiva!
IL MILITARE: altro esempio degli over 60 cinesi in piena (mi dicono che è gente che, volente o nolente, ha fatto movimento tutta la vita, ecco perché hanno fisici così ben formati). Nella mia testa mi sono fatta l'idea che sia un militare in pensione... forse perché mentre cammina sul tappeto guarda alla TV soap di guerra (ah, le soap cinesi! Altro argomento da trattare sicuramente!), forse per il fisico massiccio e l'aria marziale. Nemmeno lui scherza con gli allenamenti. Peccato per la pancia prominente... rovina tutto l'effetto d'insieme.
In ogni caso, la palestra è stata utile. E non avrei mai pensato che, durante le mie vacanze italiane, sarebbe stata una delle cose che più mi sarebbero mancate della mia vita cinese!

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