venerdì 17 luglio 2015

ESTATE A SUZHOU


Quest'estate niente fuga in Italia, per noi: la trascorreremo a Suzhou. Idea che, all'inizio, ci terrorizzava: risuonavano nella nostra mente racconti di giornate torride, nelle quali non puoi fare altro che restare in casa col condizionatore acceso, in totale (o quasi) solitudine dato che durante le ferie quasi tutti gli stranieri tornano in madrepatria. E poi mi ricordavo la mia prima volta qui: era il luglio 2012 ed eravamo venuti io e il Papi viaggiante da soli, per fare un giro di ricognizione e cercare casa. Rammento che, arrivata dall'Italia e quindi non abituata al clima della zona, avevo davvero sofferto la calura: a turno io e il maritino ci eravamo sentiti male in strada, costretti a bere una bibita fresca e stazionare in un bar coi piedi alzati o, peggio, sedersi sul primo gradino di Shanghai per cercare di recuperare il fiato.

Dunque, come dicevo, ero un po' preoccupata. Ho cercato di correre ai ripari: ho iscritto i bambini al centro estivo del loro asilo, così almeno luglio è coperto (immaginare di tenerli in casa praticamente tutto il giorno, mentre fuori ci sono 40 gradi umidi, era un'idea che mi atterriva!). In agosto faremo un po' di ferie assieme al Papi e poi con metà mese i pargoli cominciano già la nuova scuola, le vacanze sono davvero brevi in effetti.
Ma, complice un inizio luglio piovoso, le temperature per ora non sono così insopportabili, anzi spesso soffia un venticello che permette di star fuori senza sudare.

Devo confessare che la prima settimana di luglio, quando anche gli ultimi ritardatari se ne sono andati, la sensazione di “abbandono” è stata forte: sembrava di essere gli unici rimasti! Ma poi ci siamo ripresi: non siamo poi così soli! Un paio di amici sono ancora a Suzhou e molti mariti hanno trascorso solo un paio di settimane in terra natia ed ora sono di ritorno. E poi ci sono i bambini cinesi, coi quali ormai i miei figli giocano senza problemi, dato che possono comunicare in mandarino (che invidia!).
E così, mi ritrovo a godere dell'atmosfera estiva del compound: la mattina accompagno i bambini alla fermata dello scuolabus (ormai deserta: non ci sono più le decine di pullman granturismo che portano i ragazzi nelle varie scuole internazionali!), poi vado a fare un po' di spesa e magari mi accomodo sulle sedie in pseudovimini della panetteria-caffè, assaporando una quiete inconsueta ma molto piacevole.

Estate a Suzhou significa voli di libellule (quante ce ne sono che svolazzano in giro!) e frinire di insetti nei cespugli (un frinire forte, insistente, un suono che sa proprio d'estate e che mi piace moltissimo!). Significa pomeriggi nella piscina del compound, che quest'anno mi ricorda molto lo stabilimento balneare nel quale andavo da piccola: piena di divieti! Non si possono cambiare i bambini se non negli spogliatoi (ma non mi lasciano portare il Torello in quello delle donne: e quindi se sono sola come faccio lo mando a farsi la doccia in autonomia??), non si può mangiare vicino alla piscina (hanno “attrezzato” con un tavolino una specie di terrazza), non si possono lasciare le scarpe in giro ma solo metterle negli appositi spazi, eccetera eccetera... sono così rigidi che non sembra nemmeno di essere in Cina!
Tornare a casa poi coi capelli bagnati e la palla gonfiabile in mano sa proprio di vacanza e le stradette del compound sembrano quasi quelle di Grado o Bibione! (di cosa è capace la fantasia, eh?)

giovedì 9 luglio 2015

A SCUOLA DI NOTTE




Questo, per mia figlia, è stato l'ultimo anno di asilo: dal prossimo anno comincerà le elementari. Di conseguenza, le ultime settimane di scuola sono state ricche di avvenimenti importanti (e, perché no, commoventi!) come la cerimonia della graduation (con tanto di toga nera e cappello da laureanda, mica si scherza da queste parti!) e la recita di fine anno.

Uno degli appuntamenti più attesi, organizzato appositamente per i bambini dell'ultimo anno, è lo sleep-over a scuola, ovvero un'intera nottata da trascorrere in classe!
Il programma era davvero ricco: i bambini sarebbero rimasti a scuola nel pomeriggio, entro le cinque i genitori avrebbero dovuto portare del cibo da condividere per la cena (la scuola avrebbe preparato hot dog e frutta) e avrebbero dovuto salutare i bambini.

Dopo cena era prevista la visione di un film a cartoni in biblioteca, poi la doccia (e per chi voleva un bagnetto in piscina, quella bella bella della foto sopra!), lo story- time e poi, finalmente (e sperabilmente!) nanna!

Bello, no?

Quando ha saputo dell'evento, circa due settimane prima, la Pupella mi ha detto: “Ma io ho paura di dormire a scuola senza la mamma!”
In effetti, se escludiamo un paio di notti dalla nonna, non ha mai fatto uno sleep over né da amici né da parenti. Mi seccava dar corda alle sue paure, ma nello stesso tempo non volevo sminuirle, dopotutto mi sembravano anche naturali. Ma non volevo per nessuna ragione cedere e dirle “Allora tu se vuoi puoi tornare a dormire a casa!”, poiché la nottata a scuola mi sembrava un'occasione d'oro sia per divertirsi che per crescere. Ho scelto la via pratica e le ho detto che, con calma, appena avremmo avuto un momento tutto per noi, ci saremmo sedute e avremmo analizzato tutte le sue paure (tra le quali il timore di svegliarsi di notte e non trovare nessun adulto da chiamare per un bisogno), cercando per ognuna di trovare una soluzione pratica.

Ma i bambini sono ricchi di risorse e sanno sempre stupirci: dopo qualche giorno mi ha detto tutta contenta che non aveva più nessun timore di dormire a scuola. Davvero? E come mai? Semplice: la sua amichetta le ha detto di non preoccuparsi, che avrebbe portato lei una lucetta da poter tenere accesa la notte. E questo è bastato per rassicurare mia figlia e farla sentire confidente.
Io ero stupefatta: mi immaginavo ore di dialoghi e rassicurazioni tra mamma e figlia (magari coinvolgendo anche il pratico e super logico papà), invece le ragazzine se la sono cavata tra di loro, dimostrando una capacità di problem solving che è carente perfino in molti adulti!

E così è stato: è rimasta a scuola tutta felice, senza alcun timore. Nessun bimbo ha pianto e si sono addormentati tutti abbastanza in fretta (per poi svegliarsi già alle sei e mezzo del mattino e iniziare subito a giocare!!!).

Questa settimana la scuola finisce, molti amici se ne sono già andati, per noi invece sarà un'estate diversa in quanto resteremo a Suzhou. Ma di questo vi parlo nel prossimo post!

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